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STOP AL CIBO SPAZZATURA! LARGO ALL'ALIMENTAZIONE SANA E GENUINA

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Blogger: kingzac
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sabato, 12 aprile 2008
L’ambiente inizia a presentarci il salato conto.

La tutela dell’ambiente in cui viviamo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Dovrebbe essere così per tutti, come si può non capire che contaminando l’ambiente in cui viviamo compromettiamo la nostra salute e quella dei nostri figli, nipoti, ecc. Per alcune persone, imprenditori, ecc. alla propria salute, a quella dell’ambiente e delle altre persone antepongono il dio denaro. Proprio il denaro, sterco del demonio.
E’ un problema che riguarda molti, da quelli che scaricano tranquillamente e abusivamente nei torrenti, tanto il defluire dell’acqua porta via apparentemente tutto, a chi possiede terreni, o perché fa l’agricoltore o per altro. Quest’ultimo è un caso di cui ritengo si ignori la potenziale gravità e l’enorme rischio ambientale che persone senza scrupoli possono arrecare. Basta scavare e seppellire; oggi è anche molto semplice, scavatori potenti e perfettamente funzionanti si trovano d’occasione a prezzi anche molto bassi (meno di un’autovettura nuova per intenderci).
I risultati di questo malcostume iniziano a vedersi e molte analisi su prodotti alimentari parlano chiaro e portano i segni di una contaminazione chimica e tossica evidente.
Oltre a prevenire oggi ci troviamo di fronte al problema di una contaminazione pregressa e oscura, quasi invisibile e per questa ragione ancor più pericolosa. Una contaminazione di vaste proporzioni e impossibile da bonificare in modo adeguato. Ma all’Italia e alla nostra politica questo è un problema che non pare interessare; meglio i facili slogan, l’importante è convincere la gente , gli elettori che ti consegnano il potere con il quale puoi fare tutto, anche ignorare la drammatica situazione in cui versano alcune aree del nostro paese.
Ci piacerebbe vedere una politica di tutela dell’ambiente che non fosse fatta solo di slogan ma di fatti concreti. L’ambiente ci sta presentando il salato conto, giorno dopo giorno ci restituisce tutti i veleni che gli abbiamo rifilato.
Articolo pubblicato su Fratello Sole.

Postato da: kingzac a aprile 12, 2008 23:25 | link | commenti |
ambiente

La dispensa, quella riserva di cibo che porta genuinità e mette al riparo da sorprese.

La dispensa è quell’ambiente domestico destinato alle provviste alimentari. Esso è di grande utilità e ti consente nei frenetici ritmi quotidiani di avere sempre alimenti pronti da cucinare per soddisfare il bisogno giornaliero. Avere una riserva di provviste non richiede un grande investimento perché è principalmente costituita di generi alimentari di prima necessità. La dispensa oggi non sono in molti ad averla, sono tempi in cui si preferisce fare la spesa all’occorrenza e questa tendenza è seguita anche dai commercianti che riducono le scorte al minimo mantenendo a disposizione quasi esclusivamente i prodotti in vendita con forniture frequenti (se ricordiamo ad esempio lo scorso autunno come in tre giorni di sciopero dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci le provviste di negozi e supermercati si siano ridotte drasticamente ed in poco tempo). Il dipendere per i bisogni primari dall’approvigionamento immediato non è saggio e ci espone ai vari rischi che situazioni difficili potrebbero determinare (ad esempio crisi energetiche o di altro tipo che in futuro si potrebbero anche verificare).
In base a queste considerazioni sostengo caldamente l’importanza di avere una dispensa propria che oltre che riserva di prodotti alimentari è un mezzo utile per fare scorte dei prodotti acquistati direttamente dai produttori che più ci danno garanzie in termini di qualità e di salubrità degli alimenti, con notevoli vantaggi pratici anche dal punto di vista economico.
Individuati i prodotti che più ci soddisfano facciamone adeguata scorta.

Postato da: kingzac a aprile 12, 2008 23:22 | link | commenti (1) |
alimentazione

Il costo sociale della cattiva alimentazione.

Sarebbe semplice dire che della propria salute ogni persona fa quello che ritiene ma è sbagliato. Viviamo in una società che tra i propri valori porta giustamente anche quello del diritto alle cure e all’assistenza sanitaria. E’ un diritto doveroso che ha un costo sociale ben preciso che oggi sembra addirittura insostenibile. E’ un diritto ma dovrebbe essere anche un dovere sociale perché lo stato portatore della garanzia è di tutti. Da queste brevi considerazioni deduco che la cattiva alimentazione ha un costo sociale che deve essere analizzato e se possibile azzerato.
Siamo esseri umani, con le nostre debolezze, difetti, esigenze, voglie, ecc. Siamo persone che hanno bisogno di vivere la propria vita serenamente concedendosi anche quotidianamente a quei piaceri che sa solo dare l’alimentazione. Ragion per cui i prodotti di cui ci cibiamo devono essere sicuri e non devono contenere residui tossici ne componenti che a lungo andare possono creare problemi cardiovascolari come ad esempio i grassi idrogenati. Proprio alcuni ingredienti soprattutto grassi di cattiva qualità e in dosi eccessive sono portatori a lungo andare di patologie che oltre a minare la salute delle persone gravano inesorabilmente sul sistema sanitario Nazionale.
Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a aprile 12, 2008 23:21 | link | commenti |
alimentazione, agroalimentare

lunedì, 31 marzo 2008
Nell’era dell’intelligenza ci lasciamo avvelenare dal cibo.

C’è qualcosa di più importante della salute? Quando si sta bene si potrebbe quasi rispondere di si ma ai primi acciacchi questo diventa irrimediabilmente e sempre no.

Si inizia a dirlo ai bambini appena dopo il concepimento: “speriamo sia sano”, si continua a ripeterlo a cadenza quasi quotidiana: “l’importante è la salute”. La medicina ci mette a disposizione conoscenze e tecniche all’avanguardia che anche se non garantiscono l’infallibilità ci danno un grosso supporto al mantenimento della nostra salute.

E poi…. Ci lasciamo avvelenare dal cibo. Parrebbe impossibile nell’era dell’intelligenza ma è quanto di più vero di questi tempi in cui si presta assoluta attenzione ai feticci e raramente ci si ricorda di guardare a ciò che utilizziamo per alimentarci.

A piccoli dosaggi, a parti per milione o per miliardo, quotidianamente ci stiamo avvelenando e lo stiamo facendo principalmente con il cibo

Postato da: kingzac a marzo 31, 2008 19:00 | link | commenti |
alimentazione

giovedì, 31 gennaio 2008
La Monnezza e la ristorazione veloce.

Che fine ha fatto la raccolta differenziata? A chiederselo sono in molti guardando i mucchi di mondezza sparpagliati per le strade d’Italia e che stanno riempiendo impietosamente quelle tristi buche chiamate discariche. Sono in molti a chiedersi all’interno di tutto quel pattume quale sia ad esempio la percentuale di rifiuti organici facilmente recuperabili e restituibili senza danno all’ambiente. Alcuni sono andati anche a guardare alcuni sistemi di ristorazione veloce che a quando pare non fanno della raccolta differenziata il loro fiore all’occhiello e utilizzano comodi armadietti che inghiottono l’intero contenuto dei tristi vassoi di plastica in cui si mangia. Carta, plastica, polistirolo e pezzi di cibo, tutti “sostenibilmente “ insieme nello stesso sacco scuro.
Importante e non mi riferisco a nessuno in particolare, è fare in fretta e ridurre i costi di mano d’opera, esorbitanti in Italia. La strada sicuramente non è quella giusta perché l’ambiente sta per presentare il conto che si preannuncia salato. Nel frattempo godiamoci la nostra immagine internazionale che di questi tempi a colpi di “mondezza” è stata veicolata in tutto il globo.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a gennaio 31, 2008 14:15 | link | commenti (1) |

Tutto in saldo?

Sono iniziati i saldi di fine stagione e la ressa nei punti vendita registrata sabato e domenica fa pensare che di crisi l’Italia non ne stia vedendo nemmeno l’ombra anche se la realtà è ben diversa.
In Italia i saldi hanno un grande successo. Probabilmente è l’idea di acquistare un prodotto ad un prezzo inferiore (o almeno credere che sia così) a stuzzicare gli italiani, disposti anche ad accettare che un articolo venga venduto il 24 dicembre a 1000 euro e 10 giorni dopo a 500, “scontato” del 50%.
In campo alimentare i saldi ci sono tutto l’anno e non c’è stagione che tenga. Ogni giorno sull’amato scaffale c’è qualcosa in offerta o in saldo, basta cercare, è talmente diffusa che è diventata una strategia di vendita e alcuni prodotti vendono soprattutto o quasi unicamente quando in saldo. Ci chiediamo quanto sia serio questo meccanismo, invitare all’acquisto proponendo uno sconto che di fatto è già calcolato e compreso nel prezzo.
E’ un sistema che non aiuta inoltre i consumatori ad acquistare secondo le personali esigenze ma al pari della pubblicità li indirizza abilmente verso i prodotti scontati.
Questo sistema non ci piace, fa riempire i carrelli ma non ci piace. A dire la verità ci sembra anche poco corretto.
Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a gennaio 31, 2008 14:14 | link | commenti |
alimentazione, agroalimentare

domenica, 06 gennaio 2008
Ridateci il piacere del pane, quello buono, vero e magari con una bella crosta.

Il tempo ha sempre i suoi particolari e i suoi caratteri che lo caratterizzano. In materia di pane se dovessimo azzardare un carattere simbolo di questo tempo, passiamo dai forni che hanno segnato il passato al freezer. I consumatori sembrano gradire e senza azzardare percentuali, è davvero tanto il pane acquistato in luoghi dove arriva congelato e viene riscaldato al momento e poi impacchettato e acquistato al volo. E’ un pane che sembra quasi finto e non ha granché da dire come sensazioni gustative. Va detto anche che è assurdo consumare un prodotto in precedenza congelato quanto è altrettanto semplice trovare quello preparato all’istante. Anche molto del pane preparato all’istante lascia un po’ a desiderare, pagnottine anonime di poca sostanza, immangiabili il giorno dopo. Brutta storia per noi, cresciuti a panini con il pane del giorno prima e che alla festa mangiavamo quelle grandi pagnotte che duravano anche 15 giorni.
Alcuni sostengono che il pane non è più buono perché è peggiorata la qualità delle farine che non si capisce più da dove arrivano anche se si intuisce quanti siano i trattamenti che le granaglie subiscono per resistere a così tanti spostamenti.
Ridateci per favore il piacere del pane, ve lo chiediamo col cuore. Rivogliamo il pane buono, quello vero e magari con una bella crosta dura
Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a gennaio 06, 2008 18:35 | link | commenti (1) |
alimentazione

Tra tanti scaffali il vuoto.

A giudicare dalla tendenza attuale e dalle mega costruzioni che stanno invadendo città e periferie, sembra che la gente ami i grandi centri commerciali, quei luoghi fatti di immense scaffalature strapiene di prodotti. Entri in questi luoghi e vedi un mare di persone che frettolosamente riempiono i carrelli e hai l’impressione che potrebbero anche farlo ad occhi chiusi. Anch’io Sovversivo del Gusto faccio a volte la spesa nei grandi supermercati ma la sensazione che ho più di frequente è che in tutto quell’insieme di scaffali e prodotti le cose che davvero cerco siano proprio poche. A conti fatti i prodotti sono sempre gli stessi e se sei ad esempio in cerca di ricette nuove per i tuoi risotti le scelte sono proprio poche. Com’è possibile che tra i tanti scaffali ci sia il vuoto?
Quando entri invece in una bottega ben curata o in una gastronomia hai sempre l’imbarazzo della scelta, trovi formaggi e bottiglie importanti, prodotti particolari e sfiziosi, salumi ben stagionati, magari anche salami d’oca fatti con la carne di quest’animale e non con grasso in prevalenza. La quantità non serve, soprattutto se è omologata e non di qualità. Meglio il poco, buono e che ti consente di fare un’esperienza gustativa in grado di riempirti non solo la panza ma anche il cuore.
Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a gennaio 06, 2008 17:00 | link | commenti |
agroalimentare

sabato, 29 dicembre 2007
E dopo il cenone di San Silvestro, il piacere del dentrifricio made in India.

Il cenone di San Silvestro si avvicina e molti super affamati reduci dalle strafogate natalizie sono pronti ad affilare forchetta e coltello per riempire a dovere la panza per iniziare di “peso” il 2008.
Sul capodanno degli italiani è piombato addirittura il cenone low cost a 11 soli euro, in barba alle materie prime di qualità. Il
Corsaro con 11 euro a malapena si sarà comprato il Panettone artigianale di Savigliano, lui che non solo è attento a ciò che mangia e che propone ai propri figli, ma anche a quello che da agli animali che alleva.
Concluso il cenone, prima del meritato riposo dopo le fatiche dell’abbuffata, le piacevoli operazioni di igiene dentale, magari con dentrifricio made in India, come quello riposto nel mio armadietto. Giorni fa la triste scoperta che un po’ di disturbo mi ha creato alla lettura completa dell’etichetta del dentifricio che utilizzo da sempre e che ora forse non utilizzerò più.
Neppure il dentifricio riusciamo più a fare in Italia.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a dicembre 29, 2007 18:17 | link | commenti |
alimentazione

La UE e lo zucchero nel vino, ulteriore esempio di quanto siamo distanti.

Passo dopo passo diventa sempre più difficile non prendere le distanze dalla politica agricola dell’Unione Europea e della sua Commissione. Prendere le distanze perchè non ci rappresenta nel modo più assoluto. L’Europa delle banche, costruita sulle grandi rendite Finanziarie continua a muoverfe passi contro le produzioni “vere”, a vantaggio esclusivo dei prodotti “finti” più omologati, più semplici da produrre e da distribuire nel facoltoso mercato della distribuzione di massa.
Ora anche lo zucchero nel vino, con un voltafaccia francese che lascia stupefatti e perplessi. Ovviamente le etichette non menzioneranno alcunchè, d’altronde sono proprio figlie di questa politica bugiarda nei confronti della tradizione e dei prodotti che la terra crea senza manipolazioni alcune. L’Italia farà strada a se, ne siamo orgogliosi e urleremo sempre a gran voce che da noi lo zucchero nel vino non si mette.
E ora prepariamoci agli altri affondi che la Commissione Europea si appresta a muovere contro le nostre tipicità.

Articolo pubblicato su www.carlozaccaria.com

Postato da: kingzac a dicembre 29, 2007 12:02 | link | commenti |
vino, agroalimentare



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