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Il Roero Arneis è un vino bianco che ha segnato la mia esistenza. E’ un vino che adoro e che ha accompagnato molti miei pranzi e cene soprattutto quando in menù c’erano piatti a base di pesce. Non solo a tavola, ma anche come aperitivo, la bevibilità, l’armonia, la freschezza e aggiungendo un termine tutto mio la delicatezza di questo vino hanno sempre arricchito i miei momenti. Ora anche il Roero Arneis è cambiato, la DOCG, il nuovo disciplinare e la ricerca di una gradazione alcolica più “nobile”, hanno fatto perdere a mio avviso parte dell’identità di questo vino. Per me il Roero Arneis è un vino da 12°, 13° sono troppi e rendono caldo questo stupendo vino bianco piemontese. Io non comprendo le ragioni di queste scelte e vorrei che qualcuno mi aiutasse a farlo. Per quanto mi riguarda mi accontenterò delle doc di ricaduta ed ho già in temperatura qualche bottiglia di Langhe Arneis.
Fino a questo momento sul nostro blog sovversivo c’è stato solo qualche timido accenno alle denominazioni europee. Ritengo sia giunto il momento di affrontare l’argomento e mi prendo l’onere di aprire la discussione visto che da 8 anni lavoro nell’intento di avere la produzione del mio riso garantita da uno di questi marchi. Dopo 8 anni di lavoro la Dop per il riso della mia zona, la Baraggia è arrivata, e se anni addietro pensavo che questo fosse un punto di arrivo, oggi mi rendo conto che rappresenta solo un punto di partenza, una strada lunga e buia da seguire con molte incertezze. Se la Dop riso di Baraggia è all’inizio, molte altre denominazioni e certificazioni europee sono attive e operative per molti prodotti. Guardiamo quindi a questi ponendoci questi 3 quesiti:
Cosa sono queste denominazioni, a cosa servono e quali garanzie danno?
Io che ovviamente rispondo per primo avendo posto il quesito, con molta chiarezza accompagnata da molta delusione, mi sento di dire che: “avrebbero potuto significare, dare e garantire molto”.
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